Dott.ssa Alessia Sapei – Osteopata Fisioterapista a Torino

Cicatrice del cesareo che tira o fa male? Quando e come trattarla

Dopo un parto cesareo l’attenzione va tutta al bambino, ed è giusto così. La cicatrice, però, merita qualche cura in più di quanto si pensi. Molte mamme mi raccontano che tira quando si alzano, che la zona intorno è addormentata, che si è formato un piccolo “gradino” sopra il taglio o che, a distanza di mesi, compare un fastidio alla schiena o al bacino che prima non c’era.
Una cicatrice non è solo un segno sulla pelle: è un tessuto vivo che si ripara strato per strato, e nel farlo può creare aderenze, cioè “incollamenti” tra i piani dei tessuti che limitano il movimento e possono dare dolore anche lontano dal taglio.

Quando iniziare?

Prima di quanto si creda: il momento giusto è circa 10 giorni dopo la rimozione dei punti. È la fase in cui il tessuto si sta organizzando, ed è lì che il trattamento può guidarlo meglio, prima che le aderenze si consolidino.

Come funziona il percorso

La prima seduta dura un’ora: oltre a trattare, valuto la cicatrice in profondità per capire se ci sono già aderenze e in che fase si trova il tessuto.
Le sedute successive durano mezz’ora: abbastanza per lavorare bene, senza affaticare i tessuti e senza pesare troppo né sul portafoglio né sui tempi, che con un neonato a casa sono sempre stretti.
L’ideale sarebbero due sedute a settimana, ma so bene che con un bimbo appena nato non è sempre possibile: anche una a settimana dà buoni risultati. Ogni caso è a sé, ma indicativamente servono almeno sei sedute.
A seconda della fase della cicatrice, al lavoro manuale posso associare macchinari specifici come Tecar o QMR (ne ho parlato in modo più approfondito in questo articolo).

Il lavoro a casa conta tanto

Tra una seduta e l’altra ti insegno semplici manovre ed esercizi da fare a casa. Servono a mantenere i risultati e, soprattutto, a “integrare” la cicatrice nel tuo corpo, perché torni a sentirla come parte di te e non come una zona estranea.

Cosa può migliorare il trattamento

In ordine di importanza:

  1. Il dolore e i fastidi, riducendo l’infiammazione.
  2. La formazione di aderenze, che si possono prevenire o ridurre.
  3. Il recupero della sensibilità, che torna prima e meglio.
  4. L’aspetto estetico: migliora spesso, ma è l’unico risultato che non si può mai garantire, perché dipende molto da come cicatrizza ogni persona.

In sintesi

Se hai fatto un cesareo e la cicatrice tira, fa male, è insensibile o semplicemente non la senti “tua”, vale la pena farla valutare. Prima si inizia, meglio è.

Ricevo su appuntamento nel mio studio di Corso Mediterraneo 124, a Torino. Per informazioni o per una prima valutazione puoi prenotare una visita o scrivermi a info@alessiasapei.it.

Ogni percorso va valutato da un professionista sanitario in base alla situazione specifica della paziente.

Terapia strumentale nel trattamento manuale delle cicatrici

La Tecarterapia e la QMR (Quantum Magnetic Resonance) sono due innovazioni terapeutiche utilizzate nel trattamento manuale delle cicatrici, offrendo benefici significativi per la riabilitazione cutanea. La Tecarterapia sfrutta la radiofrequenza per riscaldare i tessuti profondi, stimolando la produzione di collagene e migliorando l’elasticità cutanea, riducendo così l’aspetto vario delle cicatrici.

La QMR, invece, utilizza campi magnetici pulsati per favorire la rigenerazione tissutale e ridurre l’infiammazione, migliorando l’aspetto estetico e la funzionalità della zona interessata. Entrambe le tecniche, applicate manualmente dai terapisti qualificati, rappresentano un approccio non invasivo e sicuro, rendendo il trattamento delle cicatrici più efficace e meno fastidioso rispetto alle tradizionali metodiche chirurgiche o farmacologiche.

Nel tempo, la Tecarterapia favorisce la produzione di nuovo collagene, contribuendo a migliorare la texture e l’elasticità della pelle, rendendo le cicatrici meno visibili e più integrate con i tessuti circostanti. Inoltre, stimolando il metabolismo cellulare, aiuta a ridurre le tensioni e i depositi di tessuto fibrotico, che spesso causano rigidità e dolore.

La QMR, attraverso i campi magnetici pulsati, favorisce il riassorbimento delle aderenze e la rigenerazione tissutale profonda, migliorando la mobilità e riducendo le restrizioni funzionali.
Un grande beneficio di queste tecniche è il loro ruolo nello scollamento delle aderenze: le cicatrici post-chirurgiche o traumatiche possono causare aderenze fibrotiche che limitano il movimento e causano dolore cronico.

La combinazione di Tecarterapia e QMR permette di sciogliere queste aderenze, ristabilendo la normale mobilità dei tessuti e migliorando la qualità di vita del paziente. A lungo termine, questa terapia contribuisce a un progressivo miglioramento estetico e funzionale, prevenendo recidive e riducendo la necessità di interventi chirurgici invasivi.